DNV GL

Carbon Neutrality: un’opzione concreta per contrastare l’allarmante scenario del climate change

Carbon neutrality forest

Ciclo produttivo a emissioni zero? Si può. Sempre più realtà verso progetti carbon neutral, per eliminare l'impronta di carbonio.

Climate change: un intero ecosistema a rischio 

Le stime relative agli effetti dell’aumento delle temperature presentano uno scenario allarmante: i cambiamenti climatici, destinati a variare in modo sensibile a seconda che l’aumento della temperatura sia contenuto a 1,5 °C o se invece arriverà a 2 °C o più, causeranno eventi meteorologici estremi, precipitazioni sempre più diffuse, siccità e ondate di calore senza precedenti. 

L’innalzamento del livello dei mari, insieme ad altri fenomeni, provocheranno un aumento delle condizioni di povertà e insicurezza alimentare di base per centinaia di milioni di persone. Per gli esperti la traiettoria attuale ci porterà a mancare clamorosamente gli obiettivi dell’Accordo di Parigi. In particolare, la temperatura media terrestre potrebbe crescere di 1,5 gradi già tra il 2030 e il 2052. Il rapporto dell’IPCC (The Intergovernmental Panel on Climate Change) mostra con evidenza quanto i cambiamenti climatici stiano incidendo già da anni sull'equilibrio dei cicli naturali di molte aree del mondo, al punto da mettere a rischio le economie di molti sistemi alimentari, con conseguenze non solo locali ma anche planetarie, già ampiamente misurabili. 

Una delle prime cause del cambiamento climatico è il sistema alimentare stesso. Sebbene l’agricoltura (e quindi la produzione di cibo) sia il settore più esposto ai rischi dei cambiamenti climatici indotti dai gas serra, l’agricoltura globale stessa è responsabile di circa il 35% delle emissioni di anidride carbonica, metano e protossido di azoto dovute alle attività umane, in cui la zootecnia, da sola, contribuisce per il 18% a tutte le emissioni di gas serra.

Life Cycle Assessment

La crisi non ferma l’attenzione delle aziende verso l’efficientamento energetico e la riduzione dell’impatto ambientale: in continua crescita strategie aziendali dall’impronta green

L’attenzione posta al problema del riscaldamento globale è alta e sono sempre di più le realtà industriali che stanno concretamente agendo per arginare il problema. Ma come è possibile valutare il proprio impatto ambientale in termini di emissioni di CO2

La Carbon Footprint, o impronta di carbonio, misura il contributo che le attività umane producono sull'effetto serra. Espressa in tonnellate di Biossido di Carbonio equivalente (CO2 eq), la Carbon Footprint individua e quantifica la quantità  totale di gas serra emessa direttamente e indirettamente dalle attività antropiche lungo tutto il ciclo di vita degli alimenti, gas che sono responsabili dei cambiamenti climatici. 

Nell'ambito dei processi produttivi, ogni alimento genera una quantificabile dose di inquinamento lungo la sua intera filiera (“from cradle to grave”), a seconda delle lavorazioni necessarie per produrlo. La rendicontazione della Carbon Footprint rappresenta per le aziende, gli imprenditori e le organizzazioni un valido strumento per monitorare, attraverso l’attribuzione di un valore oggettivo e verificabile, l’effettiva sostenibilità dei prodotti proposti al mercato, misurando le emissioni di CO2 derivate dai processi di produzione.

Passare alla Carbon Neutrality diventa così fattore cardine della strategia di molte aziende: è stata infatti riscontrata, sulla base di studi recenti, una generale tendenza alla pianificazione e alla messa in atto di piani di sviluppo e di intervento in particolare sull’efficientamento energetico, sulla riduzione della produzione di inquinanti e sul rilascio in atmosfera di gas climalteranti nell'industria, a livello globale. La preoccupazione delle aziende sul tema si traduce in una maggiore consapevolezza: l’integrazione nelle proprie attività di business di una strategia di sostenibilità a lungo termine diventa priorità.

DNV GL si impegna nel supportare le aziende nei processi di valutazione e rendicontazione delle emissioni secondo il protocollo verificato Carbon Neutral

Il Carbon Footprint Accounting di DNV GL offre alle organizzazioni che intendono impegnarsi sul fronte della sostenibilità ambientale una metodologia di rendicontazione affidabile e strutturata, che consente di analizzare le azioni di riduzione e/o compensazione delle emissioni di prodotti e servizi in maniera tangibile. Lo schema di Carbon management DNV GL è denominato Carbon Neutral. La metodologia applicata da DNV GL è basata sui principi dei principali standard internazionali di riferimento (tra i quali la ISO 14040, la ISO 14067, il PAS 2050 e il GHG Protocol) per assicurare che i risultati finali, relativi alla quantificazione, siano robusti e attendibili e rappresentino una ragionevole identificazione delle emissioni di Gas ad effetto serra del prodotto o del servizio analizzato. In base agli obiettivi e possibilità di ciascuna organizzazione vengono delineate le tempistiche, il percorso e le risorse da impiegare.

Il Protocollo di Carbon Neutrality si sviluppa su due livelli:

  • La Dichiarazione d'impegno
  • La Dichiarazione di Riduzione oppure la Dichiarazione di Neutralità
CarbonNeutrality-Infographic-DNVGL
Carbon neutrality process

Carbon Neutral: alcune aziende virtuose

In Italia sono diverse le realtà che hanno avviato progetti per la misurazione delle proprie emissioni lungo la supply chain: insieme ad una nota azienda leader nella produzione di prodotti da forno, in particolare per i loro marchi di produzione di pane croccante e biscotti, DNV GL ha verificato, come ente terzo indipendente, le dichiarazioni di neutralità dell’azienda. Il marchio ha raggiunto la carbon neutrality dell’intero ciclo produttivo (from field to shelf) di prodotti pane croccante per l’anno 2017 e ha predisposto un piano di gestione del carbonio per ridurre le emissioni di gas a effetto serra associate al ciclo di vita dei prodotti di pane croccante e biscotti al fine di dimostrare l'impegno ad essere carbon neutral anche per gli anni successivi, in conformità con PAS 2060: 2014.

Un altro esempio virtuoso è rappresentato dal Gruppo Brazzale Spa. Il gruppo caseario ha raggiunto la neutralità delle emissioni per l’anno 2018 coronando la “rivoluzione verde” iniziata nel 2000.  Il progetto di carbon neutrality, in Brasile, ha previsto la riforestazione dei pascoli e la loro trasformazione in giganteschi polmoni che catturano nel legno la CO2, grazie a 1.5 milioni di alberi di eucalyptus piantati in filari. Questo processo ha permesso al gruppo Brazzale di essere Carbon Positive in quanto la cattura di COè superiore per oltre 8.600 ton CO2 eq/anno rispetto alle loro emissioni. 

Per quanto riguarda il settore vinicolo la cantina Firriato è tra le prime cantine al mondo ad aver annullato l’impronta delle emissioni dei gas serra. Il riconoscimento Carbon Neutrality DNV GL è stato conseguito a seguito di verifiche sulle attività di tutela ambientale portate avanti dall'azienda siciliana in paesi ad economia emergente, concretizzati con progetti di riforestazione in aree tropicali e con la produzione di energia da fonti rinnovabili.