2/2017

Global Opportunity Report 2017

Mining the Gap - Quanto costa esplorare le opportunità

L'innovazione nasce dalla tensione tra rischio e opportunità. Questo è lo spirito del Global Opportunity Report 2017, che cerca di sfruttare il ricco filone di opportunità inglobate nel substrato del rischio.

Di Jacqui L'Ange

Jacqui L'Ange

Scrittrice ("The Seed Thief"), redattrice e giornalista specializzata in questioni legate alla sostenibilità, l'autrice vive a Città del Capo, dove scrive nella sua veranda al centro di un giardino di arbusti ed eriche, quando non è impegnata in missioni e spedizioni per conto dello UN Environment Patron of the Oceans

In questo momento, è facile vedere il mondo soltanto come un posto pericoloso. Tuttavia, vi sono persone che potrebbero dimostrarvi che non è così, persone che uniscono l'ottimismo alla passione per il problem-solving: sono gli artefici del Global Opportunity Report 2017, presentato da DNV GL, Sustainia e il Global Compact delle Nazioni Unite.

Percezione e realtà

Il Global Opportunity Report 2017 ('GOR') è stato concepito come risposta al Global Risk Report pubblicato ogni anno dal World Economic Forum. Giunto alla terza edizione, il GOR fende la nera nebbia del pessimismo e va alla ricerca degli sprazzi di luce dove splendono opportunità imprenditoriali ovunque nel mondo. Opportunità che consentono loro di operare in nuovi mercati e porre in essere nuove soluzioni, molte delle quali rese possibili dai sensazionali progressi della tecnologia. 

Gli autori del rapporto 2017 hanno condotto un sondaggio fra 5500 leader del mondo imprenditoriale, della politica e della società civile in cinque continenti, chiedendo loro di classificare 15 opportunità di sostenibilità. Per ognuna, sono stati evidenziati 120 progetti in corso di realizzazione nel mondo, che possono ben esemplificare le soluzioni pratiche, spesso stimolanti, apportate alle sfide globali.

Dalla lettura del WEF Risk Report 2017, il team del GOR ha estrapolato cinque rischi come temi dell'anno:

  • aree instabili, 
  • impoverimento dei terreni, 
  • aumento delle disuguaglianze, 
  • emergenze in aree urbane causate dal cambiamento climatico, 
  • e minacce informatiche. 

A fronte di questi, il team ha formulato, tra le altre, le seguenti opportunità: 

  • microreti elettriche che rendano le città più resilienti al cambiamento climatico; 
  • tecnologie intelligenti per garantire l'accesso ad acqua sicura e pulita; 
  • microflora per rivitalizzare i terreni degradati; 
  • libero accesso al peer-to-peer trading; 
  • istruzione e riqualificazione per stabilizzare gli ex-scenari di guerra; 
  • hacker etici che testino la cibersicurezza.

Obiettivi prioritari e opportunità cruciali

"E' venuto il momento in cui tutte le aziende devono immaginare come le loro attività, i loro prodotti e servizi possano giocare un ruolo nella creazione del mondo che vogliamo."

Lise Kingo

CEO ed Executive Director del UN Global Compact

Il rapporto identifica inoltre sei Golden Global Goal come SDG più promettenti per le aziende. Tali obiettivi sono rimasti costanti nei tre anni di pubblicazione dell'Opportunity Report: lavoro e crescita; salute; vita sulla terra; energia a buon mercato; istruzione e industria; innovazione e infrastrutture. 

Come i Golden Goal, le opportunità e le soluzioni sono interconnesse. 

“Gli Obiettivi di sviluppo sostenibile non si limitano a indicare un percorso verso un mondo sostenibile nel quale nessuno viene lasciato indietro, ma delineano anche nuovi mercati e opportunità inedite per le aziende responsabili”, dichiara Lise Kingo, CEO ed Executive Director del Global Compact. “Il Global Opportunity Report dimostra come le aziende stiano sviluppando e implementando tecnologie innovative e modelli economici atti ad affrontare i bisogni del nostro pianeta e della società rispetto agli SDG. E' venuto il momento in cui tutte le aziende devono immaginare come le loro attività, i loro prodotti e servizi possano giocare un ruolo nella creazione del mondo che vogliamo”.

Negli ultimi tre anni, i rapporti hanno individuato 45 nuove opportunità commerciali in aree a rischio a causa di condizioni meteorologiche estreme, emergenze idriche e urbanizzazione insostenibile, ma anche di epidemie non infettive, disoccupazione giovanile e crisi alimentare mondiale. 

I tre Global Opportunity Report sono disponibili online:
Insieme, presentano un'affascinante panoramica delle variazioni del mood globale, nonché delle riposte a livello di mercato e delle opportunità offerte. Alcune spunti possono apparire misteriosamente preveggenti, come quello contenuto nel GOR 2015, in cui si affermava che la crescita economica sarebbe stata legata alla crescita delle energie rinnovabili (anziché ai combustibili fossili): per alcuni, all'epoca, sarebbe potuta sembrare una pia illusione, mentre oggi è una realtà incontrovertibile (nonostante qualche tardiva affermazione del contrario). 
 
Tutti questi rapporti e i relativi materiali, compresi i video del lancio a partire da quest'anno, sono disponibili a questo link: www.globalopportunitynetwork.org

Che cosa ha in serbo il 2017

"Il futuro è già qui - solo non è distribuito molto equamente."

William Gibson

Romanziere

Diretti come siamo a tutta velocità verso la quarta rivoluzione industriale, non dovrebbe sorprendere la pervasività del digitale. Tecnologie avanzate in ambito meccanico, biologico, elettrico, ottico e digitale si ibridano rapidamente fra loro, acquistando popolarità ed entrando a far parte della vita quotidiana, accettate e addirittura date per scontate.

Al contempo, l'ineguaglianza resta una preoccupazione di primo piano a livello planetario; di tutte le tendenze documentate nel rapporto, la disoccupazione e la povertà restano costanti sulle tre annualità, con un impatto su quasi ogni aspetto della vita e la capacità di precludere a molti la partecipazione all'economia globale. 

Davvero, come affermava il romanziere William Gibson, che ha coniato il termine ciberspazio, "Il futuro è già qui; solo non è distribuito molto equamente”.

La digitalizzazione mantiene la promessa di rendere le tecnologie avanzate più efficienti e robuste. Mentre connette un numero crescente di persone, servizi, dispositivi e macchine, l'Internet delle cose crea anche una domanda di nuove competenze, pur rendendo obsolete alcune delle vecchie. I paesi in via di sviluppo offrono le maggiori opportunità di fruizione dei molti nuovi sistemi e servizi. Come affermava l' ITU (l'agenzia delle Nazioni Unite specializzata in tecnologie dell'informazione e della comunicazione), nel rapporto 2016, intitolato Harnessing Internet of Things for Global Development, "l'implementazione dell'IoT come soluzione alle sfide del mondo è limitata solo dalla nostra immaginazione". 

Remi Eriksen, CEO e Presidente di DNV GL, chiama queste innovazioni "i mattoni di una nuova era" e aggiunge che, sebbene la tecnologia su cui si basa la quarta rivoluzione industriale non sia del tutto nuova, essa si combina secondo modalità mai sperimentate prima, che permetteranno alle aziende di gestire concetti apparentemente conflittuali tra loro, come crescita e sostenibilità. 

Il livello locale

Se, da un canto le tecnologie blockchain sconvolgeranno il business delle multinazionali del credito, dall'altro esse sono bene accette a coloro che in passato non avevano accesso diretto alla finanza. Aree come l'Africa sub-sahariana stanno compiendo passi da gigante, cogliendo le opportunità di accesso decentrato offerte dall'internet della blockchain, ad esempio, per  l'energia elettrica e i servizi finanziari, un tempo dominati da autorità formalizzate e centralizzate, mentre si va realizzando l'allineamento con il resto del mondo nell'adozione della biometria per la sicurezza in rete.

Le app per telefonia mobile creano opportunità di e-education in zone instabili del pianeta. “E' incoraggiante constatare quante aziende colgano l'importanza del predisporre sistemi di istruzione su smartphone per i rifugiati e i migranti con l'ausilio della tecnologia”, afferma Sven Mollekleiv, Senior Vice President e Head of Corporate Social Responsibility di DNV GL. 

L'acqua costituisce la base di qualsiasi forma di vita. Non sorprende, quindi, che gli intervistati in Europa, nel Sud-Est Asiatico e in Australia abbiano tutti collocato le tecnologie idrauliche in vetta alle classifiche delle opportunità, mentre il tema figurava nelle posizioni immediatamente seguenti per India, MENA e Africa sub-sahariana. 

Le regioni povere d'acqua del MENA (Medio Oriente-Nord Africa) sono quelle che più hanno da guadagnare da un'agricoltura capace di impiegare le risorse idriche in maniera ragionata, benché sia la Cina a mostrare vero e proprio entusiasmo per le tecnologie aeroponiche. Cina e MENA hanno anche assegnato il massimo del punteggio alle soluzioni abitative informali.

Città resilienti

Nel 2007, il numero di abitanti delle città ha superato quello di coloro che vivono al di fuori delle aree urbane; nel 2050, le città ospiteranno il 75% dei 9,7 miliardi di persone stimate sulla Terra. Per resistere a tutti gli elementi perturbanti, le città dovranno diventare smart cities. 

Simulazioni dinamiche basate sui dati consentono di integrare la resilienza nella progettazione del tessuto urbano e di pianificare misure di sicurezza per affrontare eventi avversi. DNV GL ha recentemente pubblicato un position paper, Changing Cities in a Changing Climate, in cui si valuta il ricorso al pensiero sistemico come fondamento della resilienza. Il documento osserva che "Senza un solido sistema per l'individuazione di strategie di resilienza pratiche e basate sull'evidenza, la duplice sfida dell'urbanizzazione e del cambiamento climatico minacciano di creare una miscela esplosiva". Di converso, la resilienza in un contesto di cambiamento climatico crea un vantaggio competitivo e mantiene sicure le città intelligenti.

Proiettati nel futuro

Lo stesso Global Opportunity Report si affida alla tecnologia per determinare, analizzare e testare i risultati delle sue ricerche: viene redatto attraverso un processo di innovazione aperto, che comprende il crowdsourcing digitale delle idee, conversazioni digitali e laboratori di opportunità "pop-up". 

"Sfruttiamo i nuovi media e tutte le nuove piattaforme digitali per fare della nostra piattaforma un riferimento al 100% aperto e trasparente, dove chiunque può esprimere le proprie idee e suggerire soluzioni", dichiara Bjørn Kj. Haugland, Executive Vice President e Chief Sustainability Officer di DNV GL. 

Aggiunge Sven Mollekleiv: “Vorremmo che le soluzioni suggerite da alcuni diventassero punto di partenza per altri, che potranno copiarle, migliorarle, modificarle e proiettarle su vasta scala. E' così che si arriva al cambiamento sistemico”.

Da sola, la digitalizzazione non basterà a garantire la competitività sui mercati del futuro. L'autentica innovazione sta nello scoprire opportunità all'intersezione tra settori economici e tecnologia.

"Le conclusioni del rapporto dimostrano che i business leader di ogni angolo della terra sono pronti a servirsi della tecnologia per rompere gli schemi in modo sostenibile e raggiungere gli Obiettivi dell'ONU”, asserisce l'amministratore delegato e fondatore di Sustainia, Erik Rasmussen.

Iniziative come questa possono certamente aiutarli a tracciare la giusta rotta verso un futuro più sicuro, intelligente e verde.


Nota di redazione:   

Il presente articolo fa parte di una serie che raccoglie opinioni, indagini e interviste commissionate da DNV GL ai propri esperti e ad altri autorevoli pensatori e autori. I lettori possono iscriversi per accedere agli aggiornamenti online su tematiche di rilevanza trans-settoriale.