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DNV GL presenta nuove soluzioni per risolvere il problema del gas flaring con beneficio economico

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Fire and explostion testing at our Spadeadam Test Site in the UK
World Gas Conference, Parigi: 140 miliardi di metri cubi di gas naturale prodotti insieme al greggio vengono bruciati in torcia (“gas flaring”) in migliaia di aree petrolifere nel mondo. Una quantità equivalente ai consumi di gas del Centro e Sud America nel 2013. Nuovi studi di DNV GL hanno esplorato la fattibilità e la sostenibilità economica di soluzioni alternative al gas flaring.
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Prendendo in considerazione località e condizioni di contesti estrattivi reali, la metodologia di DNV GL tiene conto della portata del gas e della distanza dai mercati per definire caso per caso la soluzione più appropriata dal punto di vista tecnico. La metodologia evidenzia quelle che potrebbero costituire nuove fonti di reddito - soprattutto per applicazioni su scala ridotta - oltre a contribuire all’abbattimento delle emissioni e al rispetto dei requisiti normativi.

La metodologia è illustrata con case studies dettagliate riferite a quattro Paesi: Russia, Stati Uniti, Algeria e Vietnam. Ogni differente area geografica pone sfide diverse dal punto di vista tecnico, economico e dei requisiti normativi. Martin Layfield, a capo del settore Gas Value Chain di DNV GL, ha dichiarato: “E’ una sfida non da poco conto trasformare lo spreco che si fa scaricando gas in torcia e attraverso i vent, in un prodotto economicamente vantaggioso e con benefici ambientali rilevanti. Tuttavia, il nostro studio dimostra che esistono soluzioni sostenibili dal punto di vista economico che possono contribuire all’abbattimento delle emissioni di carbonio e all’utilizzo del gas di torcia per le necessità delle comunità”.

Le soluzioni esistenti sono mature per l’applicazione su larga scala ma la maggior parte del gas flaring avviene su scala ridotta. Bisogna innovare per poter sfruttare il gas associato in processi ad alto consumo energetico, come il frazionamento dell’aria o la desalinizzazione dell’acqua. Sebbene alcune soluzioni non siano ancora mature per l’utilizzo nel breve periodo, applicazioni come i micro impianti per la produzione del gas naturale liquefatto, il gas naturale compresso, gli idrati di gas naturale (NGHs - natural gas hydrates) e i metodi di conversione possono portare benefici significativi e lo stanno dimostrando in alcuni casi in mercati come quello nordamericano” ha continuato.

Il gas flaring contribuisce ai cambiamenti climatici e rilascia sostanze tossiche che potrebbero essere dannose per la salute e il benessere delle comunità locali. Rappresenta, inoltre, uno spreco di risorse energetiche che potrebbero essere destinate al progresso dello sviluppo sostenibile nei Paesi produttori. La maggior parte del gas flaring avviene in impianti che sono operativi oramai da lungo tempo e/o ubicati in aree remote.

Senza una penalizzazione monetaria su scala globale per le emissioni di carbonio, ci sono pochi incentivi alla cattura del gas scaricato in torcia. Le barriere economiche sono un ostacolo alla riduzione delle emissioni, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo; l’accesso a fondi per lo sviluppo di progetti e l’implementazione delle tecnologie è determinante. Confidiamo che il lavoro svolto da DNV GL possa aiutare a dimostrare i risvolti economici, spingendo il settore a fare di più.

Allo stesso modo, anche le spinte normative sono limitate in molte regioni. Tuttavia, l’iniziativa della Banca Mondiale per far cessare la pratica del gas flaring nei siti di produzione petrolifera entro il 2030 sta trainando l’iniziativa da parte del settore, con il sostegno di 10 Paesi, 10 società petrolifere e sette istituzioni che si occupano di sviluppo.

“Questo studio aiuta a identificare nuove value chains e possibilità di ritorno economico, che possono facilitare il passaggio ad alternative al gas flaring che siano affidabili, sostenibili e convenienti. L’obiettivo è supportare l’industria nel raggiungere performance più sicure, più smart e più verdi. Ciò contribuirà a ridurre le emissioni di CO2 e l’inquinamento locale, oltre a migliorare la qualità della vita per le comunità locali, nei pressi dei siti di estrazione di petrolio e gas.”, ha dichiarato Elisabeth Tørstad, CEO fo DNV GL Oil & Gas.

“In DNV GL siamo impegnati a contribuire allo sviluppo sostenibile dei settori in cui operiamo. Crediamo che la tecnologia giochi un ruolo chiave e perciò nvestiamo il 5% del nostro fatturato annuale in Ricerca & Sviluppo” ha concluso.