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Gli standard aiutano le aziende che vogliono intraprendere percorsi di resilienza verso i cambiamenti climatici

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Ice floating in the sea
Le condizioni climatiche estreme sono indicate, dal World Economic Forum, come il maggiore rischio a livello globale per l’anno in corso.

La bozza di raccomandazioni, realizzata dalla Task Force on Climate-related Financial Disclosures, richiede che il processo di identificazione dei rischi e delle iniziative sul clima sia trasparente e coerente. Il 19 gennaio, DNV GL ha pubblicato una ricerca che esplora il potenziale ruolo degli standard nell’aiutare le aziende a resistere alle sfide dei cambiamenti climatici.

La resilienza al clima si concretizza nella costruzione di sistemi socio-ecologici e nella capacità delle aziende di resistere alla pressione esercitata dai cambiamenti climatici e nella mitigazione del loro futuro impatto; le aziende e le società devono abbracciare un percorso di sviluppo sostenibile. Così come espresso dal position paper di DVN GL ( disponibile in inglese) , gli standard possono contribuire a dare la direzione e le giuste proporzioni a questa complessa impresa.

Gli Accordi di Parigi, entrati in vigore il 4 Novembre 2016, hanno messo in chiaro che non è possibile operare come fatto fin ora. La Dottoressa Asun Lera St Clair, co-autrice del rapporto di DNV GL e membro del Working Group for the Technical Examination Process on Adaptation (Gruppo di Lavoro per il Processo di Esaminazione Tecnica sull’Adattamento), facente parte dell’Adaptation Committee UNFCCC, ha dichiarato che, “L’adattamento al cambiamento non è nulla di nuovo per le aziende, ma i cambiamenti climatici danno vita ad una nuova serie di sfide e opportunità. Nelle prossime decadi, il successo delle aziende sarà fortemente associato a come esse saranno in grado di integrare i rischi e le opportunità, legate al clima, nella loro attività principale e nella definizione delle strategie.”

La ricercatrice Kjersti Aalbu spiega che “Le aziende fanno già affidamento su sistemi di gestione e di corporate governance. Questi sistemi devono però ora essere sfruttati per affrontare il più grande fattore di cambiamento: l'incertezza, la complessità e la natura sistemica degli impatti climatici. Ciò comprende rischi fisici e non fisici, inclusi cioè quelli politici e legali, tecnologici, di mercato e di reputazione. Questi rischi hanno il potenziale per avere un forte impatto finanziario.”

Gli standard sono elementi imprescindibili

Gli Standard sono gli elementi fondamentali della corporate governance. Sono le infrastrutture invisibili del mondo – regole plasmate da gruppi di esperti che stabiliscono la qualità e i risultati di una data pratica, procedura o prodotto. Devono essere definiti con attenzione ed in modo cooperativo, per garantire effetti socialmente desiderabili e al tempo stesso condizioni favorevoli alla competizione tra le aziende.

DNV GL è convinta che, con un ampio consenso, gli standard possano essere potenti strumenti per collocare i rischi e le opportunità legati al clima al centro delle attività delle aziende. Gli standard procedurali, per esempio, potrebbero guidare le aziende nell'identificazione e nella gestione dei molteplici rischi climatici, integrando il risultato di questa attività negli attuali processi di gestione del rischio.

Il rapporto di DNV GL delinea come le potenzialità degli standard possano essere sfruttate per catturare le opportunità e promuovere un rapido cambiamento, assicurando allo stesso tempo benefici sociali e minimizzando gli effetti collaterali negativi delle iniziative sul clima. Per fare tutto ciò, sarà indispensabile un cambio di prospettiva, passando dall'adattamento/ mitigazione a livello aziendale, ad una visione allargata che ricerchi benefici comuni e compromessi con più ampi obiettivi di sostenibilità.

“Con questo rapporto, abbiamo presentato un quadro concettuale di alto livello su come gli standard possano contribuire alla trasformazione che è richiesta”, ha dichiarato David Walker, Chief Development Officer di DNV GL. “Siamo convinti che i processi di definizione degli standard, oltre ad essere trasparenti ed equi, debbano coinvolgere molti stakeholder. Il prossimo passo per noi sarà perciò guidare una stretta collaborazione tra molteplici stakeholder, tra i quali aziende, scienziati e governi. A tal fine, abbiamo l’intenzione di dare vita ad un Joint Industry Project (JIP). Benché ci muoveremo direttamente verso i grandi player, ci attendiamo di avere dimostrazioni di interesse da parte di tutti gli attori”.