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Intervista al CEO di DNV GL, Remi Eriksen: “Saremo i nuovi custodi dei dati”

Secondo il nuovo “Technology Outlook 2025” di DNV GL, le parole d’ordine per la prossima decade saranno digitalizzazione e decarbonizzazione.

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Technology Outlook Energy 2025
Intervista realizzata il 30 giugno 2016 da Sonja van Renssen per EnergyPost.eu
Remi Eriksen
Remi Eriksen, Group President e CEO
David Walker
David Walker, Chief Group Development Officer

In un’intervista esclusiva con l’”Energy Post”, Remi Eriksen, Presidente del Gruppo DNV GL e CEO, e David Walker, Chief Group Development Officer, spiegano le ambizioni dell'azienda: sfruttare la propria indipendenza e le competenze intersettoriali in campo energetico per diventare un hub di dati e conoscenze, leader nel settore energetico globale.

Entrambi, esprimono il proprio punto di vista da esperti sul nostro futuro energetico e, appoggiandosi al Technology Outlook, tracciano le principali tendenze: prima di quanto molti si aspettano, gli edifici diventeranno hub energetici, il costo di stoccaggio diminuirà, ed emergerà una “Internet of Energy“ autonoma.

DNV GL nacque 152 anni fa, accertando che le navi fossero costruite e operassero secondo determinati standard. Nel corso del tempo, l’attività si è espansa nel settore dell’energia e oggi definisce gli standard - o certifica la conformità ad essi – da seguire nella costruzione di infrastrutture, gasdotti e parchi eolici. DNV GL, con sede a Oslo, è operativo in più di 100 paesi e ha 15000 dipendenti; è uno dei maggiori fornitori di sistemi di gestione del rischio ma non si occupa solo di standard e certificazione. Nel futuro prevede di essere presente nel mondo della digitalizzazione e dei Big Data, come dichiarato dal CEO Remi Eriksen: “Saremo i nuovi custodi dei dati”.

Il CEO di DNV GL, Remi Eriksen

La sua logica è semplice. Sin dalla costituzione, il gruppo è stato un hub di dati. A quei tempi, custodiva dati che riguardavano le navi mentre oggi gestisce dati, che variano dalle punte delle pale eoliche ai compressori utilizzati nelle piattaforme offshore, per avere una chiara visione di come operino i diversi sistemi energetici o di come possano essere più efficienti. Secondo Eriksen e Walker, l’indipendenza e la conoscenza tecnologica cross settoriale di DNV GL sono in grado di accelerare la rivoluzione dei Big Data nei sistemi energetici, a vantaggio della catena del valore dell’energia.

Sia Eriksen sia Walker erano presenti a Bruxelles il 31 maggio per presentare il Technology Outlook 2025 di DNV GL. In questo report, realizzato ogni cinque anni, il gruppo identifica le tecnologie che, secondo le sue previsioni, avranno una maggiore diffusione nei prossimi dieci anni. Forse non è conosciuto come l’Energy Outlook realizzato dalle principali compagnie petrolifere, ma una sua lettura attenta può fornire una chiara visione del futuro.

Nel corso dei prossimi dieci anni, DNV GL si aspetta che le reti “self-thinking” abbiano un ruolo attivo nella gestione del sistema di fornitura dell’energia e le reti ibride combinino la flessibile corrente alternata con la corrente continua ad alto voltaggio (HVDC). DNV GL stima che nei prossimi dieci anni il costo dell’energia solare scenderà ulteriormente del 40% mentre crescerà la diffusione su larga scala delle turbine eoliche galleggianti. Gli edifici diventeranno hub energetici, piuttosto che elementi al di fuori della rete. Il costo delle batterie crollerà rapidamente, mentre crescerà drasticamente la “densità energetica”.

La digitalizzazione, secondo Eriksen e Walker, avrà lo sviluppo più promettente. Eriksen, da un anno è Presidente del Gruppo DNV GL e CEO dopo un lungo percorso in azienda, e ha grande esperienza in particolare nei settori marittimo e offshore. Walker era, sino a poco fa, CEO della Business Area Energy.

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D: Quali opportunità apre per voi la transizione a nuove forme di energia?

Eriksen: La nostra attività quotidiana è incoraggiare l’innovazione attraverso la definizione di standard e la certificazione. Standardizzando, si possono per esempio ridurre incredibilmente i costi della tecnologia che, in questo modo, può essere distribuita su ampia scala. Stiamo così favorendo la diffusione delle tecnologie per la produzione di energia pulita.

Nel futuro vediamo anche l’opportunità di creare un nuovo flusso di entrate perché nel sistema energetico sarà disponibile una grande mole d’informazioni. Noi ci vediamo nel ruolo di custodi e gestori dei dati, non avendo necessariamente la proprietà, piuttosto ricoprendo il ruolo di partner fidato per il settore. Non utilizzeremmo quei dati per sviluppare tecnologie concorrenti, saremmo invece in grado di raccogliere i dati, assicurarne la qualità, distribuire l’accesso, analizzarli e condividere una nuova visione con i clienti e i settori nei quali siamo presenti.

D: Sono molti gli attori che vogliono essere “custodi” dei Big Data. Quali sono le vostre capacità, in confronto alle altre aziende, i “Google” del vostro settore, per fare un esempio?

Eriksen: In DNV GL abbiamo molti scienziati e informatici ma siamo ancora convinti che la conoscenza del settore, la comprensione delle tecnologie basiche e cruciali e dei sistemi, come interruttori, cavi, reti elettriche, turbine eoliche, pannelli solari e reti di distribuzione sia importante oggi, cosi come lo sarà in futuro. La combinazione di conoscenza del settore, profonda competenza tecnica, e l’essere riconosciuti come un fidato partner indipendente, ci danno l’opportunità di analizzare tutti questi dati e presentare una nuova visione alla società e ai nostri clienti, oltre che aiutarli a decidere in modo più consapevole per migliorare la sicurezza, l’efficienza e la sostenibilità.

Queste opportunità stanno già diventando concrete, come per esempio il nostro ECO Insight tool realizzato per le navi, che permette di decidere quale rotta seguire in base alle condizioni atmosferiche, al carico, al consumo di carburante, all’orario di arrivo desiderato, ecc. Negli Stati Uniti abbiamo sviluppato uno strumento simile, dedicato all’efficienza energetica, attraverso il quale valutiamo quali misure siano efficaci e possiamo consigliare le migliori. 

Walker: Se prendiamo in considerazione una piattaforma offshore, al momento i dati su ogni parte dell’apparecchiatura sono trasmessi ai produttori. Se invece raccogliessimo tutti questi dati, potremmo individuare dei trend nel complessivo funzionamento della piattaforma. I produttori non apprezzerebbero se uno di loro li gestisse per conto degli altri, perciò la nostra indipendenza è fondamentale. Raccogliamo i dati, ma allo stesso tempo li proteggiamo dai competitor dei nostri clienti e dei loro fornitori. 

Eriksen: Lo stesso vale per le reti. Siamo partner affidabili per la memorizzazione di dati, perché non abbiamo intenzione di condividerli con un'altra azienda, che produce lo stesso tipo di apparecchiatura. 


Questo risale alle nostre origini, è il nostro DNA. Quando classifichiamo le navi, ricopriamo il ruolo di hub di dati tra il produttore di acciaio, i fornitori di apparecchiature, il progettista, il cantiere navale, il proprietario e la compagnia assicurativa. Siamo custodi d’importanti dati sullo stato del ‘bene’, dalle prime fasi sino all’entrata in funzione.

D: Quali sono le maggiori sfide per gli "hub" di dati che intendete creare?

Walker: Considerando che tutti gli elementi sono interconnessi, dai generatori ai contatori intelligenti nelle abitazioni, si può effettuare un accesso digitale al sistema, e ciò aumenta il rischio di attacchi informatici e le preoccupazioni riguardanti la privacy; entrambi i rischi devono quindi essere gestiti e noi pensiamo sia possibile. Gli hub di dati potrebbero inoltre svolgere un importante ruolo nell’affrontare i problemi legati alle sfide dei cambiamenti climatici, utilizzando strumenti e apparecchiature in modo più efficace e raccogliendo la conoscenza in modo più sistematico.

D: Sembra che il vostro obiettivo finale sia comprendere e gestire l’intero sistema energetico. E’ corretto?

Walker: Abbiamo sviluppato il concetto di un “gemello digitale”(Digital twin): cioè un modello digitale di un sistema fisico reale. Lo abbiamo realizzato per le navi e le piattaforme, e in questo momento un gruppo ad Arnhem lo sta sviluppando per estenderlo alle reti.

L’idea è che i test effettuati sul modello digitale possano essere utilizzati per migliorare la versione reale. È possibile valutare una combinazione di difetti, che avrebbero bisogno di anni per essere testati nella vita reale, e analizzare come un sistema di controllo gestisca fallimenti e recuperi simultanei. Noi saremo in grado di prevedere le performance, che avrà la rete in alcune specifiche condizioni, e correggere i guasti prima che si verifichino. Questa idea del gemello digitale può essere replicata in più categorie di impianti e strutture, dalle navi alle reti, ai parchi eolici, ai pannelli solari e ai gasdotti.

D: Vede un limite alla digitalizzazione?

Walker: Avendo a disposizione, nelle sale di controllo, sempre più dati provenienti da contatori intelligenti e sensori posizionati sulla punta delle turbine, è necessario rendere l'analisi più automatizzata. Quello che vedremo col passare del tempo è un Internet dell'Energia gestita in modo più affidabile da macchine in grado di apprendere, piuttosto che da esseri umani.

D: Quali sono le tecnologie da tenere d’occhio? Quali sono gli elementi che spingeranno ulteriormente la transizione energetica?

Eriksen: Due fattori importanti, ancor di più se combinati, saranno il costo delle batterie e la loro densità energetica. Stiamo già assistendo alla diminuzione del costo delle batterie e allo stesso tempo vediamo segnali positivi sulla densità energetica, grazie alle innovazioni chimiche, come per esempio l’utilizzo di batterie al bromuro di zinco.

Le batterie generano molti benefici. Ad esempio, abbiamo avuto ottimi risultati nei test effettuati sulle navi per il rifornimento offshore, che in parte utilizzano ancora il gas come combustibile. Se a queste si aggiunge una batteria, si può ottenere un‘ulteriore riduzione dell’inquinamento dell’aria e della produzione di CO2, oltre che minore rumore e, fondamentalmente un sistema molto più reattivo. I capitani apprezzano questo sistema perché le navi reagiscono immediatamente ai comandi, e ciò è positivo per la sicurezza. La combinazione tra tecnologie che sfruttano il gas e le batterie avrà un forte impatto.

Walker: Abbiamo un laboratorio a New York, nel quale testiamo le batterie, e uno a Berkeley, California, dedicato ai pannelli solari. Stiamo studiando i cicli di carica e scarica delle batterie e il funzionamento dei pannelli solare durante il giorno e la notte; lo stiamo facendo in modo accelerato sfruttando "celle climatiche", che riflettono le condizioni nelle quali saranno operative le apparecchiature, per capire se rispettano effettivamente le performance dichiarate dai produttori. Questo è un aspetto molto importante da verificare.

D: Lei ha detto che un quarto delle apparecchiature di rete che testate – quadri, trasformatori, ecc. – non funzionano come dovrebbero.

Walker: Questa affermazione è valida per i prototipi che testiamo. Alcune apparecchiature sono molto complesse ed è molto difficile modellare le formule matematiche. I test fisici sono anch’essi fondamentali perché i problemi dei prototipi, se emersi durante i test, possono essere corretti nei modelli utilizzati per la produzione di massa.

D: Nella vostra visione, i sistemi energetici del futuro saranno caratterizzati da un grande parco eolico, da super reti e da pannelli solari sui tetti e il consumo sarà perlopiù locale.

Walker: Si, e sarà possibile grazie ai sistemi ICT. Questa è la grande rivoluzione rispetto al passato, quando non saremmo stati in grado di gestire contemporaneamente così tante funzionalità. I nostri sistemi meccanici e fisici non ne erano semplicemente capaci. Ora, con i sistemi ICT, possiamo integrare diverse fonti e avere un backup.

D: Prevede ancora un ruolo rilevante per la produzione di energia termica, e in particolare il gas?

Walker: Il gas sarà certamente un combustibile molto importante nel futuro prossimo perché ne abbiamo ancora bisogno per produrre energia e come gas naturale liquefatto destinato a diventare combustibile per navi e mezzi pesanti.

D: Cosa chiedete ai responsabili politici?

Eriksen: Incentivi. Sappiamo quale direzione dobbiamo seguire, ma per sbloccare la situazione, servono aiuti economici. Questi favoriranno l’implementazione delle soluzioni e quindi la riduzione dei costi e guadagni di efficienza. A quel punto gli incentivi potranno essere ritirati.

Gli incentivi servono anche per il trasferimento modale nel trasporto, per esempio da strada a marittimo. Scegliendo per esempio di trasportare un 1kg di prodotto via mare, piuttosto che su strada, si potrebbe ricevere una piccola somma di denaro per avere scelto una soluzione più rispettosa dell’ambiente. In questo caso sarebbero i proprietari delle navi cargo a ricevere incentivi ma nel tempo il processo potrebbe essere reso più neutrale. 

D: L’Europa è ancora in grado di guidare la transizione energetica? Vorrebbe essere al primo posto, nel mondo, per la produzione di energia rinnovabile ma non è leader nella produzione di turbine eoliche, pannelli solari, auto elettriche e batterie.


Eriksen: Può essere leader nella conoscenza del sistema. Per esempio, non leader nella produzione della batteria in sé, piuttosto dell’interazione che questa ha con il resto del sistema, le sue condizioni operative fisiche, il suo ambiente. Penso che sia questo il campo nel quale le aziende europee potrebbero essere leader: la conoscenza all’interno di una rete, in una nave e in un impianto offshore.

Walker: Penso che l'Europa possa essere leader nel campo delle reti ibride che combinano corrente alternata e continua ad alto voltaggio (HVDC), oltre che nelle soluzioni d’interconnessione, comprese quelle sottomarine. A differenza dell’America settentrionale (che ha tre reti separate), l’Europa ha più o meno una sola rete interconnessa, inclusi i collegamenti che attraversano il Mare del Nord.

D: Di cosa dovrà infine farsi carico l’utente/consumatore?


Walker: Tra cinque anni, l’idea di usare lo smartphone per gestire la propria casa sarà obsoleta. Il sistema di gestione energetica della casa sarà in grado di apprendere. La casa imparerà come desideriamo vivere e ciò che troviamo confortevole. Si userà il cellulare solo per modificare le impostazioni legate alla routine, in caso per esempio di rientro a casa più tardi del solito. Il consumatore non dovrà decidere nemmeno a livello micro, perché un sistema automatizzato lo farà al suo posto.

Questo articolo è stato pubblicato sulla piattaforma energypost.eu e poi ripreso, previa autorizzazione, sul sito internet www.dnvgl.com