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Rendere possibile il cambiamento

Riproponiamo l'intervista raccolta da Impact, pubblicazione che celebrava i 15 anni del Global Compact, nella quale Remi Eriksen descrive l'emergere di nuovi attori del cambiamento e si appella alle imprese affinché diano prova di responsabilità e senso del servizio.

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L'intervista è stata pubblicata la prima volta su Impact, report realizzato da DNV GL e dal Global Compact nel Giugno 2015 in occasione del 15esimo anniversario dalla fondazione, per approfondire le tematiche della sostenibilità, economica, ambientale e sociale, e per stimolarne la diffusione.
Remi Eriksen
Remi Eriksen, Presidente e CEO DNV GL Group

Che si diriga un'azienda, un partito politico, un paese o una fattoria, si deve lasciare a chi ci seguirà qualcosa di meglio di ciò che si è ereditato.” - Remi Eriksen
 
Un vecchio proverbio dice che, se non si cambia direzione, si va a finire dritti dritti dove si sta andando. Pensando all'impatto immane di problematiche quali il cambiamento climatico, le crescenti disparità, le crisi idriche e la scarsità localizzata di cibo, solo per citare alcune delle tante e gravi emergenze del presente, la destinazione verso cui stiamo andando “dritti dritti" non ha l'aria di essere così allettante.

Se poi lo si chiede a Remi Eriksen, Presidente e CEO di DNV GL, la risposta sarà che abbiamo urgenza di cambiare direzione come mai prima. Il problema, però, è che cambiare è difficile e che i problemi che ci sforziamo di evitare sono davvero più difficili che mai da risolvere.

“Abbiamo dovuto affrontare sfide lungo tutta la nostra storia, ma penso che quelle attuali siano più dure e complesse. Se non altro, sono globali, mentre noi non possiamo contare su una governance altrettanto estesa. Per di più, le sfide sono troppo grandi e sfaccettate perché un solo settore possa farsi carico della soluzione. In questo senso, il cambiamento climatico è particolarmente complicato per via delle conseguenze, che si manifestano secondo le più disparate modalità, non avvertibili distintamente  e univocamente ovunque. Per questo dobbiamo mobilitare tutti i settori, senza frontiere, per affrontarlo”, ha chiarito Eriksen.

Ecco perché il cambiamento richiede leadership. E sarebbero certo essenziali le qualità classiche del leader: la capacità di definire uno scopo, di articolare in modo motivante grandi ambizioni e di mobilitare le energie attorno a un obiettivo comune. A tutto ciò, tuttavia, occorre aggiungere un altro aspetto, ha suggerito Eriksen: la leadership deve tornare a coincidere con una nozione più tradizionale, quella di responsabilità e servizio, o stewardship.

“Credo che la stewardship sia importante oggi come cent'anni fa. Che si diriga un'azienda, un partito politico, un paese o una fattoria, si deve lasciare a chi ci seguirà qualcosa di meglio di ciò che si è ereditato. Il compito va oltre noi stessi e deve sempre essere la priorità”, ha spiegato.

Al momento dell'intervista, erano trascorsi solo tre giorni dall'annuncio che Eriksen sarebbe subentrato come Presidente e CEO di DNV GL: “Nel suo ruolo di verifica, fissazione degli standard e consulenza per imprese del mondo intero su sicurezza e sostenibilità a livello operativo, la nostra azienda ha una particolare responsabilità nel creare le premesse per un cambio di rotta”, ha chiarito. “In particolare perché le aziende sono per molti versi i soggetti nella miglior posizione per affrontare alcune delle maggiori sfide mondiali in tema di sostenibilità".

Gli Stati non hanno una dimensione globale e neppure i partiti, ma molte aziende sì. Possono diffondere idee, visioni e tecnologie su vasta scala, in più regioni o a livello mondiale; questo dà loro quella portata e quell'impatto globali che manca a molti altri attori”.

Eriksen è sostanzialmente ottimista quanto alla capacità e alla volontà delle aziende di passare a modalità operative più sostenibili. Molteplici sono le pressioni in tal senso da parte dei lavoratori, dei mercati e degli investitori, che faranno molto per convincere i ritardatari a recuperare terreno. “Ma non sarà facile e non tutte le aziende si adegueranno in tempo,” ha sottolineato. “Penso che in questo periodo si stiano accumulando le spinte a favore del cambiamento. Quando scatterà la molla, tutto accadrà molto rapidamente e sono convinto che vedremo molte "vittime" tra le aziende che non accettano le sfide future”.

Invece, le aziende che potranno e vorranno adattarsi troveranno nuovi partner e collaboratori nei nuovi, potenti motori del cambiamento: secondo Eriksen, saranno le città, per molti versi le più adatte, in base alle sue analisi, ad affrontare le sfide che interpellano la società. Sono più agili di molte nazioni e certamente più delle agenzie internazionali e hanno l'opportunità di applicare soluzioni che possono determinare un impatto immediato su particolari problematiche, pur con effetti positivi anche sui problemi di lungo termine, come il cambiamento climatico.

“In molte aree del mondo, può accadere che la gente non percepisca problemi quali il cambiamento climatico come la minaccia più imminente, se già è alle prese con la scarsità d'acqua o di alimenti oppure con l'inquinamento locale. Le città, invece, sono in grado di affrontare molti di questi scogli, anche con approcci che contribuiranno alla gestione dei problemi di lungo termine, se calibrati con saggezza. Sono convinto che trovare soluzioni per problemi particolari che affrontino al contempo anche le sfide più significative sia la grande opportunità della sostenibilità. Sono le iniziative win-win che dobbiamo diventare ancora più bravi a individuare”, ha continuato.

“Certo, se fosse facile, sarebbe cosa già fatta. Tuttavia, per un'azienda come DNV GL la cui ragion d'essere è proprio risolvere i problemi, questo è il tipo di sfida che siamo pronti ad accettare".

“Dedichiamo parecchio tempo a valutare come aiutare aziende, settori e governi a fare tutto in maniera più sicura, intelligente e verde. E, ad essere sinceri, è questo genere di triplice sfida che fa la felicità degli ingegneri”, ha concluso Eriksen.

What's Next? La sostenibilità in primo piano

"Negli anni a venire, si vedranno molte più aziende trasferire la sostenibilità da funzioni specializzate e bilanci a parte verso il cuore della propria attività. Il passaggio sarà supportato dalla rapidità degli sviluppi tecnologici, ad esempio l'efficienza nell'impiego delle risorse e le energie pulite", ha indicato ancora Remi Eriksen.

“Per i prossimi anni, immaginiamo implementazioni su larga scala di soluzioni per un'energia più pulita sia lato offerta che lato domanda. Questo è solo uno dei fattori che mi fanno pensare che un numero crescente di aziende andrà oltre le parole e le affermazioni di principio e integrerà la sostenibilità nella propria operatività, nei processi decisionali e nelle valutazioni sugli investimenti. Perché? Perché è fattibile ed è davvero l'unica cosa giusta da fare”.


Clicca qui per visualizzare l'intervista originale, in lingua inglese, sul sito UN Global Compact.