DNV GL

Specifica Tecnica per prodotto alimentare privo di soia e/o mais OGM

La specifica tecnica è stata realizzata appositamente per i prodotti alimentari non consistenti, non derivanti e non contenenti ingredienti consistenti e/o derivanti da soia e/o mais OGM.

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Cosa attesta una certificazione DNV GL per prodotto alimentare privo di soia e/o mais OGM?

La presente STP - Specifica Tecnica di Prodotto - si pone l’obiettivo di implementare un sistema ben strutturato che possa verificare l’adozione, da parte delle organizzazioni interessate, di un sistema di gestione efficace per garantire che:SFONDO-MARCHIO-STP-AGRO7-NO-OGM-380x315

  • le formulazioni contenente mais e soia, e relativi derivati, non contengano Organismi Geneticamente Modificati (OGM) al di sopra di 0,1% per gli alimenti destinati al consumo umano e di 0,9 per alimenti destinati al consumo animale.
  • Gli animali vengano alimentati con soli mangimi la cui matrice contenga mais e/o soia e derivati con un contenutto i OGM minore di 0,9%.

Applicabile in forma volontaria a tutte le aziende che producono referenze contenenti mais, soia e derivati, trae le sue radici normative da due regolamenti, emanati dal Parlamento Europeo e dal Consiglio, relativi alla tracciabilità ed etichettatura di cibi e mangimi geneticamente modificati contenenti soia, mais, colza, non provenienti dall'Italia dove resta il divieto di coltivazione.

Nello specifico, il Regolamento CE n. 1829/2003  riguarda gli alimenti e i mangimi geneticamente modificati, mentre il Regolamento CE n.1830/2003 concerne la tracciabilità e l'etichettatura di organismi geneticamente modificati e la tracciabilità di alimenti e mangimi ottenuti da organismi geneticamente modificati. La soglia di ingredienti transgenici che fa scattare l'obbligo di etichettare un biscotto, una merendina o del mangime "geneticamente modificato" o "prodotto da OGM" è dello 0,9%.

Come si svolge l'iter di certificazione?

In sede di verifica gli esperti di DNV GL effettueranno un controllo scrupoloso, anche mediante prove analitiche, per verificare che la quantità di DNA specifico non geneticamente modificato, presente nella matrice, sia amplificabile e che il contenuto sia al di sotto di 0,1 % per alimenti destinati al consumo umano e minore di 0,9 % per alimenti destinato al consumo animale. 


Risulta quindi di fontamentale importanza la capacità dell’organizzazione di evitare la contaminazione ed instaurare la segregazione, se necessaria, tra ingredienti geneticamente modificati e ingredienti non contenenti OGM, mediante ottima gestione della qualifica dei fornitori e buone pratiche di lavorazione (cross contamination).